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Baume pour l'âme:
ascolta,
incontra,
lascia emergere

IL MIO CAMMINO

Una presenza che nasce dall’esperienza

Sono Igor.

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Il mio cammino attraversa luoghi di parole antiche e spazi dove, a volte, basta un respiro per dirsi molto.

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Ho imparato che ogni incontro è una soglia: il punto in cui due storie si incontrano e qualcosa può diventare visibile, anche solo per un istante.

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Non colleziono titoli come definizioni di ciò che sono. Porto con me esperienze, studi, incontri, errori, intuizioni, viaggi e frammenti di vita che nel tempo hanno dato forma al mio modo di lavorare.

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Una parte importante del mio cammino è accanto a persone che si trovano negli ultimi passi della vita.

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Lì continuo a imparare qualcosa di essenziale: non sempre è necessario fare. A volte la qualità più profonda dell’incontro nasce semplicemente dal saper essere presenti, qui e ora, davanti a ciò che la vita porta.

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Anche il significato antico del mio nome mi accompagna come un simbolo: Igor, “protetto da Ing, guerriero di Ing”.

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Non come una definizione o un ruolo da incarnare, ma come un richiamo alla presenza, alla forza e alla capacità di custodire uno spazio senza occuparlo.

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Ho scelto di vivere e ricevere nella Valle d’Hérens, in mezzo alla natura, perché questo luogo non è soltanto lo sfondo del mio lavoro.

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Ne è parte.

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La montagna, il silenzio, gli alberi, l’acqua e il ritmo delle stagioni creano uno spazio nel quale anche l’ascolto può assumere una qualità diversa.

Cosa ti aspetta qui

Entrare in questo luogo significa concedersi un tempo diverso da quello quotidiano.

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Non c’è una sequenza prestabilita da seguire.

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Ci incontriamo, ascolto, osservo e il lavoro prende forma a partire da ciò che si presenta.

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Ogni incontro è un intreccio tra la tua energia, la mia presenza, il luogo e quella dimensione più sottile che, quando si manifesta, entra naturalmente nel lavoro.

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A volte qualcosa si muove.

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A volte diventa più chiaro.

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A volte ciò che accade non ha bisogno immediatamente di essere spiegato.

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Quando il momento lo richiede, il lavoro può continuare all’aperto: in cerchio, camminando o semplicemente restando fermi ad ascoltare.

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La natura non è uno strumento.

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È una presenza.

UN UOMO IN CAMMINO

Presenza e integrazione

Continuo a investire tempo ed energia nella mia formazione.

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Studio, sperimento, pratico, mi confronto e, soprattutto, cerco di integrare nella mia vita ciò che incontro lungo il cammino.

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Ogni corso, esperienza e viaggio può aprire una porta.

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Ma ciò che conta per me è ciò che rimane quando quella porta viene attraversata: quanto di ciò che ho incontrato sono realmente capace di vivere.

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Per questo non considero i titoli un punto d’arrivo.

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Mi definisco un Viandante della Vita.

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Ho ancora sentieri da esplorare, parti di me da incontrare e cose da comprendere.

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Ed è proprio questo a permettermi di incontrare gli altri senza pormi al di sopra del loro cammino.

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Ho vissuto ruoli e realtà molto differenti.

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Ognuno mi ha lasciato qualcosa e mi ha insegnato a guardare l’essere umano senza ridurlo a un problema, a una storia o a un momento difficile.

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Oggi porto tutto questo nel mio lavoro.

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Non come una risposta già pronta.

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Come presenza, esperienza e disponibilità a incontrare ciò che c’è.

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